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domenica 1 gennaio 2017

E CON GLI AUGURI ANCHE IL MIO ADDIO AI SOCIAL ...

Ebbene sì, dopo Muglia La Furia che aveva già abbandonato qualche settimana fa, ora sono io che ho deciso di smettere di scrivere e di intervenire su questioni che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro. 

Lascio con una domanda in sospeso (ma Espenhan dov'è?), con la speranza che un giorno o l'altro giustizia sarà fatta e che anche i "tedeschi" della Thyssen possano passare un po' del loro tempo in galera a riflettere sulle loro malefatte.

Lascio molte persone conosciute in rete, anche se "dal vivo" (o "da vivi", per dirla alla moda di Muglia La Furia) sarebbe stato ancora meglio, dalle quali ho avuto molto da imparare e delle quali serberò un ottimo ricordo. 

Lascio però, e senza rimpianto, "champions", "ambassadors", "heroes", "safety evangelist",  "illuminati", "alfieri"... solo per citare alcune delle definizioni  con le quali amano  presentarsi al "volgo" ricordando loro che, se andiamo indietro nella storia, chi amava definirsi in tali modi, non ha mai fatto una bella fine.

Sempre senza rimpianto lascio tutti i venditori di attestati, i consulenti "che se prendi una multa te la pagano loro", gli organizzatori dei "corsi a Cosenza" e quelli che i corsi li fanno con il "couch", i "direttori dei centri di formazione tra bagno e cucina" grazie ad un presunto accreditamento da parte di qualche ente o associazione (anche storica, tanto basta pagare), i responsabili di "organismi paritetici" tra "4 amici al bar", magari in virtù di un  contratto di lavoro rumeno "adottato" ecc., insomma tutti i "mercanti" di "fuffa" di cui Muglia La Furia ha cercato di raccontare le gesta e che però continuano imperterriti ad occupare il "tempio" della formazione.

Nella speranza che sia il tempio a crollar loro addosso, auguro a tutti una buona vita.

Franco Mugliari

ULTIM'ORA!
Un'associazione professionale (una delle tante) ha proposto che ad insegnare "sicurezza" nelle scuole siano insegnanti di diritto. Ne è seguita una vivace discussione su Linkedin. Fate voi. Io non ho più nulla di dire e da ... ridere!
https://www.linkedin.com/groups/1007787/1007787-6218497890113847297? 

sabato 17 dicembre 2016

MENO "N" ALL'ORA "X"


https://www.youtube.com/watch?v=roroy6A6RRg

MANCANO POCHI GIORNI ALL'ORA "X".
A Natale? No!
A Capodanno? No?
A cosa allora?
All'ora "X"
E cioè? 
Lo saprete il 1° gennaio 2017!
A presto
F. 

lunedì 5 dicembre 2016

NEL 2007 LA STRAGE. NEL 2016 LA CONDANNA DEFINITIVA MA...


... DI ESPENHAHN IN GALERA NON C’E' TRACCIA!
Abbiamo fatto una ricerca sul web ma anche dalla Germania non arriva nessuna notizia. 
Cosa aspetta il governo italiano a chiedere l’applicazione della sentenza? 
E non c’è un parlamentare capace di fare un’interrogazione, un’interpellanza, proporre un odg per far sì che i due  

responsabili tedeschi del massacro Harald Espenhan e Gerald Priegnitz condannati rispettivamente a 9 anni e 8 mese ed a 7 anni, finiscano in galera, come accaduto per i loro colleghi italiani? 
Noi aspettiamo, ma non dimentichiamo.  
F.M.
L’ondata di fuoco nella notte fra il 5 e il 6 dicembre. I soccorritori raccontarono: «Ho visto l’inferno.  Erano avvolti nelle fiamme». Prendetevi due minuti per ascoltare la bella poesia di Carlo Soricelli "MORTI BIANCHE" interpretata da Flavio Insinna. 







lunedì 28 novembre 2016

PROTEGGERE I LAVORATORI GUARDANDO AL FUTURO!

Se è vero che "la digitalizzazione e l'automazione stanno già cambiando la vita quotidiana di tutti noi, le imprese che sono il motore dell'innovazione della nostra società dovranno adeguarsi di conseguenza".  Il  Piano Nazionale Industria 4.0 prevede cospicui investimenti per il triennio 2017-2012 a favore nuovi impianti, nuovi macchinari, nuova formazione e, soprattutto, un nuovo approccio culturale. 

Anche la sicurezza sul lavoro non potrà fare a meno di essere considerata secondo un diverso punto di vista.

Si tratta cioè di cambiare il paradigma classico della sicurezza sul lavoro: dalla protezione dalla macchina, alla macchina che protegge! 

Partendo da questa rivoluzionaria affermazione di Daniele Verdesca, proviamo a gettare uno sguardo sul tema della sicurezza sul lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale e della robotica.

In futuro, secondo l'autore, "non sarà più necessario redigere un DVR nello stile italiano (ossia di mera conformità agli obblighi normativi) ma la stessa progettazione delle macchine/robot/ciclo, dovrà avere al proprio interno la protezione stessa dell'essere umano/lavoratore, diventa il pilastro fondamentale dell'efficienza stessa del processo produttivo.


Secondo l'autore, si tratterebbe di affidare alla macchina il compito di proteggere i lavoratori, progettandola in modo tale da risultare in grado, oltre che di operare ai fini produttivi, di comprendere, avvertire, valutare ed eliminare una eventuale situazione di rischio per la salute dell'operatore.

Affascinante, vero?

Sono molte le domande che Verdesca pone:
Cosa vuol dire essere umani oggi, nell’era della tecnologia?
Cosa vuol dire essere lavoratori in un processo di ciclo industriale in cui i robot stanno sempre di più ridimensionando ruolo e funzioni delle storiche Tute Blù?
In definitiva come  essere costruttori del futuro oggi. Come e se  sarà possibile inserirsi in un percorso di progettazione delle macchine ancor prima che queste vengano installate a favore della sicurezza e del benessere dei lavoratori.
Daniele Verdesca prova a rispondere a queste domande e ad allargare il dibattito con un post dal titolo: "Il cambio di paradigma per integrare la sicurezza sul lavoro con Industry 4.0"
Un cambio di paradigma della sicurezza in rapporto con i nuovi robot che lavorano nelle catene di montaggio e che hanno una loro "intelligenza".che sintetizza la nuova filosofia, il nuovo approccio da portare avanti nelle Fabbriche 4.0.

Un articolo che potrete leggere per intero, e commentare, anche su questo blog interagendo con l'autore lasciando commenti, ponendo domande, richieste di chiarimento.  

Franco Mugliari



martedì 22 novembre 2016

E DOPO GLI AMBASCIATORI E GLI EVANGELISTI, ECCO GLI ALFIERI DELLA PREVENZIONE



E DOPO GLI AMBASCIATORI E GLI EVANGELISTI, ECCO GLI ALFIERI DELLA PREVENZIONE. 

Quello che predicano: un vero enigma.







Io nel frattempo mi sono iscritto al Circolo degli scacchi. Meglio se lo facesse anche il nostro "alfiere" visto che sulla propria pagina pubblica un "cavaliere".


Gli Alfieri della Sicurezza
Di Andrea Trespidi
Ferroviere Ambassador di Italia Loves Sicurezza

Li stiamo allevando oggi, saranno in campo domani.
Ecco l'ALFIERE della Sicurezza.
Ama.
E' il sentimento guida. E' il Sentimento con la S maiuscola. Ama il suo lavoro, è la sua gente, la sua famiglia. Immagina che i figli un giorno potrebbero fare il suo lavoro e fa di tutto perché trovino un ambiente migliore di quello che ha incontrato. Ama la sicurezza come l'amore per la vita.
Lega.
Diniega il protagonismo ma costruisce relazioni. Semina costantemente, certo che verrà un tempo per raccogliere. Considera le relazioni come il legame principale e le idee come foriere di altre idee, legami per contaminarsi e mantenersi vivi e innovativi. Non esiste il lavoratore della sua azienda o il frequentatore dei suoi corsi, ogni persona che cambia è una vittoria per tutti.
Fiuta.
Non Problem Solving ma Problem Finding. Fa leva su quello che funziona per innovare Inside the Box, con le risorse che ha, con quello che può. Legge ogni situazione e mantiene il cervello accesso e gli occhi pronti: i motivi per cui le cose vanno male, sono gli stessi per cui le cose vanno bene.
Ispira.
Comunica per ispirare. Immagina il mondo che verrà e mette i piedi a terra per trainare e spingere la sua gente. In ogni piccolo gesto quotidiano lui c'è. Ispira fiducia. 
Empatizza.
Non è un tuttologo ma è disposto a imparare, rispettando l'esperienza. Si mette nei panni degli altri, pensa a quello che è bene per loro, pensa a quello che provano stando al lavoro.
Rafforza.
Non ingaggia, rafforza. Cresce insieme con la sua gente, crea occasioni per rendere le persone attive e creative, perché migliorino individualmente, perché anziché cercare risposte si pongano continuamente domande. 
Emoziona.

Certo emoziona. Chi non vorrebbe accanto a sé un alfiere della sicurezza? Sa raccontare le emozioni che prova per offrire di se la parte più intima, la parte più vera. Emoziona e offre la possibilità di amare e essere amato.



mercoledì 16 novembre 2016

PER NON DIMENTICARE!

COMUNICATO STAMPA 
Paderno Dugnano, 4 novembre 2016 

Sono passati sei anni, ma non bisogna dimenticare quanto è successo all’Eureco, anche dopo tanto tempo abbiamo bisogno di non scordare questi morti, di far sentire vicina la comunità, la città. Non avere memoria dei fatti, sarebbe come uccidere i lavoratori di nuovo. 

Il 4 novembre per Paderno non è più solo una ricorrenza nazionale. Da sei anni è il giorno del dolore, il giorno della tragedia senza giustificazioni. Nel 2010 una colonna di fumo e fiamme divorò il piazzale dell’azienda di stoccaggio rifiuti Eureco di via Mazzini, uccidendo Sergio Scapolan (63 anni), Harun Zeqiri (44), Salvatore Catalano (55) e Leonard Shehu (38): per loro non ci fu scampo, morirono dopo settimane e mesi di agonia. 
Quattro colleghi riuscirono a salvarsi ma da allora devono fare i conti con le cicatrici, con i ricordi, con nuove battaglie. Non è bastata certo a loro la condanna per omicidio colposo plurimo, Giovanni Merlino, all’epoca proprietario dell’azienda. 

Nell’anniversario della strage, una delegazione del “Comitato Eureco”, rappresentanti del Comune di Paderno Dugnano, Don Paolo della parrocchia di Palazzolo, di forze politiche e di cittadini, hanno portato dei fiori e fatto un minuto di silenzio, presso il Parco della Pace a Palazzolo Milanese, dove ci sono gli alberi piantati a ricordo delle vite spezzate con le targhe dei nomi dei lavoratori morti. 

Speriamo che anche chi non ha potuto intervenire direttamente, si ricordi di questo triste anniversario ed abbia un pensiero per le vittime, perché episodi del genere mai più si ripetano. 

Le vite dei lavoratori valgono immensamente più del profitto a cui troppo spesso sono sacrificate. 

... omissis....

COMITATO A SOSTEGNO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME E DEI LAVORATORI EURECO

lunedì 7 novembre 2016

Bolzano. Sciopero nazionale – oggi 7 novembre – degli edili contro le morti sul lavoro