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lunedì 28 novembre 2016

PROTEGGERE I LAVORATORI GUARDANDO AL FUTURO!

Se è vero che "la digitalizzazione e l'automazione stanno già cambiando la vita quotidiana di tutti noi, le imprese che sono il motore dell'innovazione della nostra società dovranno adeguarsi di conseguenza".  Il  Piano Nazionale Industria 4.0 prevede cospicui investimenti per il triennio 2017-2012 a favore nuovi impianti, nuovi macchinari, nuova formazione e, soprattutto, un nuovo approccio culturale. 

Anche la sicurezza sul lavoro non potrà fare a meno di essere considerata secondo un diverso punto di vista.

Si tratta cioè di cambiare il paradigma classico della sicurezza sul lavoro: dalla protezione dalla macchina, alla macchina che protegge! 

Partendo da questa rivoluzionaria affermazione di Daniele Verdesca, proviamo a gettare uno sguardo sul tema della sicurezza sul lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale e della robotica.

In futuro, secondo l'autore, "non sarà più necessario redigere un DVR nello stile italiano (ossia di mera conformità agli obblighi normativi) ma la stessa progettazione delle macchine/robot/ciclo, dovrà avere al proprio interno la protezione stessa dell'essere umano/lavoratore, diventa il pilastro fondamentale dell'efficienza stessa del processo produttivo.


Secondo l'autore, si tratterebbe di affidare alla macchina il compito di proteggere i lavoratori, progettandola in modo tale da risultare in grado, oltre che di operare ai fini produttivi, di comprendere, avvertire, valutare ed eliminare una eventuale situazione di rischio per la salute dell'operatore.

Affascinante, vero?

Sono molte le domande che Verdesca pone:
Cosa vuol dire essere umani oggi, nell’era della tecnologia?
Cosa vuol dire essere lavoratori in un processo di ciclo industriale in cui i robot stanno sempre di più ridimensionando ruolo e funzioni delle storiche Tute Blù?
In definitiva come  essere costruttori del futuro oggi. Come e se  sarà possibile inserirsi in un percorso di progettazione delle macchine ancor prima che queste vengano installate a favore della sicurezza e del benessere dei lavoratori.
Daniele Verdesca prova a rispondere a queste domande e ad allargare il dibattito con un post dal titolo: "Il cambio di paradigma per integrare la sicurezza sul lavoro con Industry 4.0"
Un cambio di paradigma della sicurezza in rapporto con i nuovi robot che lavorano nelle catene di montaggio e che hanno una loro "intelligenza".che sintetizza la nuova filosofia, il nuovo approccio da portare avanti nelle Fabbriche 4.0.

Un articolo che potrete leggere per intero, e commentare, anche su questo blog interagendo con l'autore lasciando commenti, ponendo domande, richieste di chiarimento.  

Franco Mugliari



martedì 22 novembre 2016

E DOPO GLI AMBASCIATORI E GLI EVANGELISTI, ECCO GLI ALFIERI DELLA PREVENZIONE



E DOPO GLI AMBASCIATORI E GLI EVANGELISTI, ECCO GLI ALFIERI DELLA PREVENZIONE. 

Quello che predicano: un vero enigma.







Io nel frattempo mi sono iscritto al Circolo degli scacchi. Meglio se lo facesse anche il nostro "alfiere" visto che sulla propria pagina pubblica un "cavaliere".


Gli Alfieri della Sicurezza
Di Andrea Trespidi
Ferroviere Ambassador di Italia Loves Sicurezza

Li stiamo allevando oggi, saranno in campo domani.
Ecco l'ALFIERE della Sicurezza.
Ama.
E' il sentimento guida. E' il Sentimento con la S maiuscola. Ama il suo lavoro, è la sua gente, la sua famiglia. Immagina che i figli un giorno potrebbero fare il suo lavoro e fa di tutto perché trovino un ambiente migliore di quello che ha incontrato. Ama la sicurezza come l'amore per la vita.
Lega.
Diniega il protagonismo ma costruisce relazioni. Semina costantemente, certo che verrà un tempo per raccogliere. Considera le relazioni come il legame principale e le idee come foriere di altre idee, legami per contaminarsi e mantenersi vivi e innovativi. Non esiste il lavoratore della sua azienda o il frequentatore dei suoi corsi, ogni persona che cambia è una vittoria per tutti.
Fiuta.
Non Problem Solving ma Problem Finding. Fa leva su quello che funziona per innovare Inside the Box, con le risorse che ha, con quello che può. Legge ogni situazione e mantiene il cervello accesso e gli occhi pronti: i motivi per cui le cose vanno male, sono gli stessi per cui le cose vanno bene.
Ispira.
Comunica per ispirare. Immagina il mondo che verrà e mette i piedi a terra per trainare e spingere la sua gente. In ogni piccolo gesto quotidiano lui c'è. Ispira fiducia. 
Empatizza.
Non è un tuttologo ma è disposto a imparare, rispettando l'esperienza. Si mette nei panni degli altri, pensa a quello che è bene per loro, pensa a quello che provano stando al lavoro.
Rafforza.
Non ingaggia, rafforza. Cresce insieme con la sua gente, crea occasioni per rendere le persone attive e creative, perché migliorino individualmente, perché anziché cercare risposte si pongano continuamente domande. 
Emoziona.

Certo emoziona. Chi non vorrebbe accanto a sé un alfiere della sicurezza? Sa raccontare le emozioni che prova per offrire di se la parte più intima, la parte più vera. Emoziona e offre la possibilità di amare e essere amato.



mercoledì 16 novembre 2016

PER NON DIMENTICARE!

COMUNICATO STAMPA 
Paderno Dugnano, 4 novembre 2016 

Sono passati sei anni, ma non bisogna dimenticare quanto è successo all’Eureco, anche dopo tanto tempo abbiamo bisogno di non scordare questi morti, di far sentire vicina la comunità, la città. Non avere memoria dei fatti, sarebbe come uccidere i lavoratori di nuovo. 

Il 4 novembre per Paderno non è più solo una ricorrenza nazionale. Da sei anni è il giorno del dolore, il giorno della tragedia senza giustificazioni. Nel 2010 una colonna di fumo e fiamme divorò il piazzale dell’azienda di stoccaggio rifiuti Eureco di via Mazzini, uccidendo Sergio Scapolan (63 anni), Harun Zeqiri (44), Salvatore Catalano (55) e Leonard Shehu (38): per loro non ci fu scampo, morirono dopo settimane e mesi di agonia. 
Quattro colleghi riuscirono a salvarsi ma da allora devono fare i conti con le cicatrici, con i ricordi, con nuove battaglie. Non è bastata certo a loro la condanna per omicidio colposo plurimo, Giovanni Merlino, all’epoca proprietario dell’azienda. 

Nell’anniversario della strage, una delegazione del “Comitato Eureco”, rappresentanti del Comune di Paderno Dugnano, Don Paolo della parrocchia di Palazzolo, di forze politiche e di cittadini, hanno portato dei fiori e fatto un minuto di silenzio, presso il Parco della Pace a Palazzolo Milanese, dove ci sono gli alberi piantati a ricordo delle vite spezzate con le targhe dei nomi dei lavoratori morti. 

Speriamo che anche chi non ha potuto intervenire direttamente, si ricordi di questo triste anniversario ed abbia un pensiero per le vittime, perché episodi del genere mai più si ripetano. 

Le vite dei lavoratori valgono immensamente più del profitto a cui troppo spesso sono sacrificate. 

... omissis....

COMITATO A SOSTEGNO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME E DEI LAVORATORI EURECO

lunedì 7 novembre 2016

Bolzano. Sciopero nazionale – oggi 7 novembre – degli edili contro le morti sul lavoro





giovedì 27 ottobre 2016

DOPO LA GIUNGLA DI CALAIS COSA SI ASPETTA PER RADERE AL SUOLO QUELLA DI BOLOGNA?


Ecco qui, attraverso alcune immagini, le proposte mirabolanti ed insieme indecenti che facevano bella mostra di loro nella "giungla" bolognese di Ambiente-Lavoro 2016. 

Davvero una giungla nella quale la parte del leone l'han fatta la pletora di enti, associazioni, società di consulenza. 

Tutti a proporre i loro servizi, la loro formazione, con slogan a volte ingannevoli e che con la sicurezza dei lavoratori c'entravano poco. 
Dove c'erano libri tanta gente. Negli stand che proponevano strumentazioni tecniche, il deserto. 

Tutti a cercar di far iscritti, vendere corsi ed attestati, fidelizzare i clienti.



La palma del migliore (o peggiore dipende dai punti di vista) va comunque al manifesto che invitava a "NON MANCARE SE L'IVA VUOI RISPARMIARE!" (vedi il primo in alto a sinistra) che ha battuto sul filo di lana il manifesto di EFEI che pubblicizzava un convegno del 2015 (duemilaquindici). SEMPRE AVANTI! 


Se non ci siete andati, non avete davvero perso alcunché. Nemmeno il vostro tempo! 

I convegni? Per accedere si pagava extra. Io ne ho frequentato solo uno, per pochi minuti, sul nuovo accordo formazione di luglio. 

Appena il tempo di sentire una domanda dalla sala che me la sono data a gambe levate: "Ma le ore fatte come formatore valgono come ore di aggiornamento?".

Così mi sono rifugiato nei pressi di una sala convegni che proponeva un discreto "buffet" e mentre tutti erano in sala io ne ho approfittato per rimettermi in sesto.


















Lo stand più frequentato? QUELLO CON IL CALCIO BALILLA!  Cosa proponeva? BOH!
Il torneo è stato vinto da quelli della 4.a geometri di Crevalcore in visita al SAIE e, già che c'erano!

E non vorrete mica dimenticare i crediti formativi professionali, vero?
Ci mancherebbe altro! Ingegneri e architetti sono serviti!       E gli ECM? Eccoli!







E proseguiamo nella nostra carrellata di "promesse" per mettersi in regola, il cuore in pace e, per altri, il portafoglio gonfio. 
Gli uni rilasciano "patentini" (sic) cioè abilitazioni per l'uso di attrezzature di lavoro. Quali, quelle dell'Accordo di CSR? Certamente, ma già che ci siamo aspetta che mi invento anche quelli per l'uso di motoseghe, decespugliatori e linee vita.  

E alla fine, ecco la mia proposta: Cancellare Ambiente-Lavoro dal panorama fieristico nazionale per togliere spazio ai "venditori di fumo" e ridare dignità ad un settore che meriterebbe di più.  
Facciamo "tabula rasa" di tutto ciò che a Bologna (e dintorni) si è manifestato e percorre l'Italia in lungo e in largo sotto l'immaginifico slogan di "Italia loves   sicurezza", una rete nella quale, per mettersi a posto la coscienza sono in molti a rischiare di cadere con la promessa che un libro "possa salvarti la vita".  

Via anche tutti i Safety Evangelist, Safety Ambassador, Safety Leader, Diffusori di virus, Campioni, Visionari, Missionari, quelli di "Italia loves sicurezza", come si autodefiniscono, e tutte le associazioni, anche quelle che pensavo fossero serie, che li accolgono, "perchè non se ne può fare a meno". E se qualcuno è alla ricerca dell'"assassino" perchè dopo il sermone del "capo evangelista", molti se ne sono andati via senza allacciarsi la cintura di sicurezza, che dire, potrebbe semplicemente guardarsi allo specchio e trovare il colpevole. Ma come, nel libro che ti salva la vita, tutto questo non era previsto?

Radere al suolo tutto e provare a far rinascere il settore dalle ceneri, come l'araba fenice.

Franco


Naturalmente ho pubblicato ciò che ho ritenuto il peggio del peggio. Nessuno si offenda se non si ritrova nella mia carrellata, significa semplicemente che non c'era o che non meritava di essere annoverato tra i peggiori. 
































mercoledì 26 ottobre 2016

SARNES 16 - SPUNTI E RIFLESSIONI


 Monastero di Sezano – 22 e 23 ottobre 2016

- Occorre rimettere il lavoratore al centro dell’attenzione di tutti (mica si fa male la betoniera)
- Quando si considera il lavoratore occorre valutarlo nell’interezza del suo vissuto.
- La legge ed in particolare le direttive europee pongono il lavoratore al centro del sistema di prevenzione e quindi anche il lavoratore del cantiere
- Migliorare la sicurezza all’interno delle imprese – Il ruolo dei preposti 
- Spesso il lavoratore non opera in sicurezza
- Le procedure di sicurezza predisposte nei piani di sicurezza e nelle valutazioni dei rischi non sempre permettono al lavoratore di lavorare in sicurezza
- Perché spesso il lavoratore non opera in sicurezza?
- In molti contesti il lavoratore ha la possibilità di lavorare in sicurezza in quanto questa è una priorità anche del datore di lavoro
- Il ruolo principale di tutela spetta all’azienda da cui il lavoratore dipende
- Se l’azienda non è presente o poco presente che ruolo deve svolgere il coordinatore per la sicurezza per porre al centro dell’attenzione il lavoratore?
- Il bastone e la carota: i sistemi che premiano i comportamenti corretti hanno dato buoni risultati quando applicati.
- Il sistema premio/sanzione è uno dei punti di forza dei sistemi di gestione della sicurezza 
- Il RSPP deve rappresentare un maggior stimolo per far emergere le segnalazioni e le possibili migliorie lavorative dai singoli lavoratori, a partire dal fondamentale apporti dei preposti (Comunità di pratica)
- Il CSE e i documenti: spesso sono dei meri adempimenti formali, che non portano nessun valore aggiunto alle attività che si realizzano in cantiere. 
- Il POS così come descritto dall’allegato XV e dal modello semplificato non è in grado di tenere sotto controllo tutti i tipi di cantiere.
- Il PSC fatto in fase di progettazione non è un documento che permette di gestire correttamente un cantiere in fase di esecuzione, perché è stato realizzato prima (anche di molto) dell’aggiudicazione e quindi diverse cose sono da cambiare a partire dal cronoprogramma dei lavori; il fatto di dover aggiornare il PSC non deve essere una scusa per non fare dei buoni PSC in corso di progettazione dell’opera. 
- Il CSE deve entrare più in sintonia con la produzione – MICROPIANIFICAZONE – settimana per settimana deve anticipare quello che succederà la settimana successiva e concordare con l’impresa le modalità esecutive
- La sicurezza da sola non esiste: «È indissolubile dal progetto o dal lavoro. L’unico modo per fare un lavoro è farlo in sicurezza»
- “Fermiamo i barbari”: i giovani tecnici della prevenzione di cui leggiamo le gesta sui social con le loro domande ignoranti, il comportamento arrogante e, un atteggiamento che trasuda pigrizia ma anche rabbia, disillusione, sfiducia e frustrazione. 
- I giovani tecnici della prevenzione, loro formazione, aspettative e prospettive.
- Ma tra i nuovi barbari c’è anche molto di quanto associazioni, organismi bilaterali ecc. hanno messo in mostra a Bologna nel corso di Ambiente-Lavoro.
- E infine altri temi toccati: la riforma costituzionale e il passaggio di competenze da regioni-stato a solo stato …., gli organismi di vigilanza ecc… , il near miss in quanto strumento fondamentale per la capire quello che sta realmente succedendo in cantiere.

https://www.facebook.com/groups/999563080130334/permalink/1141691065917534/

lunedì 24 ottobre 2016

BOLOGNA CHE PENA, CHE MISERIA! E LA SETTIMANA EUROPEA? PERSA!


Ma della "Settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro" 

e dei temi posti al centro dell'attenzione degli specialisti della prevenzione, degli imprenditori e dei lavoratori europei, qualcuno si è ricordato? 

Eppure è roba dei nostri giorni, visto che inizia oggi. 
Nessun riferimento, nemmeno nello stand dell'INAIL a Bolognache pure è il "focal point" per l'ItaliaAmbiente-Lavoro, la "fiera-mercato" sulla quale tornerò nei prossimi giorni.
  
Ormai noi siamo fuori dall'Europa.  Noi siamo qui a chiederci se e quando si deve fare la notifica preliminare (a 20 anni dal recepimento della direttiva cantieri), se le 20 ore fatte nel 2002 possono valere come aggiornamento per gli RSPP. 

Miserie.

Credo proprio che la stagione "alta" della sicurezza sul lavoro sia finita ed è stata Bologna a decretarne la sua morte con le sue povere iniziative ed i suoi patetici stand. Ora non resta altro che chiuderla.

Franco