Visualizzazioni totali

lunedì 26 settembre 2016

TECNICI DELLA PREVENZIONE: TRA SPERANZE E FRUSTRAZIONI!

Questa lettera di commento all'ultimo post di Muglia La Furia, merita di finire in prima pagina e di girare sui social. Si tratta di un intervento che fotografa molto bene lo stato della prevenzione in Italia, tra speranze e frustrazioni. Ho chiesto l'autorizzazione all'autore di poterla pubblicare e divulgare. Non me l'ha data, nel senso che probabilmente non avrà letto la mia richiesta sul blog. Me ne assumo tutta la responsabilità.
Franco


"Franco,
ti ho seguito "distrattamente" negli ultimi mesi e ho trovato molti tuoi spunti davvero interessanti. 


Sono uno di quei "giovani tecnici della prevenzione" che hai nominato, ma non mi ritengo arrogante né presuntuoso. 

In effetti, dalla mia laurea ho avuto poca fortuna. 

Dopo 1 anno e mezzo di lavoro al call center, oggi posso ritenermi fortunato a fare il preposto alla sicurezza per una cooperativa, e sai meglio di me il trattamento che le cooperative riservano ai suoi soci. In più, anche avendo l'abilitazione ad R.S.P.P, tento in tutti i modi di collaborare con il MIO R.S.P.P e con quello dell'azienda in cui siamo appaltati (niente meno che la J&J, reparto logistica per essere precisi), non riesco ad avere una collaborazione come vorrei. 

Il mio istinto tecnico-preventivo mi porta a elaborare nuove strategie per la sicurezza dei miei operai, ma se non ho il consenso o la vicinanza professionale dei miei diretti responsabili, la mia carica non basta per poterle implementare del tutto, anche se qualcosa di buono lo sto facendo. Passo le giornate a "vigilare", ma mi prudono le mani sulle piccole grandi cose che potrei e vorrei cambiare. 

Abbiamo un DVR stantio che non vuole adattarsi ai nuovi processi e farei di tutto per poterci mettere le mani. 

Guardandomi intorno, partecipo a concorsi in cui migliaia di giovani come me fanno a calci per un misero posto probabilmente già occupato da raccomandati, invio curricula da cui raramente ricevo risposta o se ricevo risposta, la proposta lavorativa si chiama "garanzia giovani", dove mi si promette un rimborso di 380€ al mese subito e 380€ dopo altri tre mesi. E con mia moglie a carico non me lo posso permettere assolutamente.

La realtà è che mi tengo le mie 8€ orarie lorde, senza ferie nè malattia pagate, con una tredicesima e una quattordicesima ridicole e nessuna possibilità di carriera.


Ti chiedo scusa se sembra un lamento, in realtà è solo la conferma dei tuoi innumerevoli dubbi su quello che possiamo aspettarci oggi dal mercato della sicurezza, dove ingegneri di 50 anni fa, ancora aggrappati alla 626/94 o ancora peggio al 303/56 e al 547/55 vengono scelti a giovani laureati esperti di sicurezza freschi di 81/08 che rimangono a casa oppure fanno televendite per tirare a campare.

Grazie del tuo contributo..
Davide"

domenica 25 settembre 2016

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE? NO, UN DELIRIO!

Questa richiesta di "aiuto" l'ho trovata ieri in un gruppo tecnico su Facebook. 
Di fronte a domande come queste che la decisione di Muglia La Furia (di mollare tutto e affanculo) trova le proprie motivazioni. 
Con questa "drammatica testimonianza" aprirò la mia prossima lezione spiegando anche la differenza che passa tra essere dei "professionisti" ed essere "professionali". 
Franco 


"Dopo uno scambio di idee notturno con ....... che ringrazio pubblicamente (in attesa di inviargli un kg di burrata andriese come da lui richiesto) sulla reciprocità dell'aggiornamento RSPP-Coordinatori, mi è rimasto un solo dubbio.

Nel mio caso specifico, il quinquennio Coord. segue quello previsto dall'entrata in vigore della 81/08, quindi adesso sono nel secondo quinquennio (2013-2018) e fino a dicembre accumulo 28 h complessive; il quinquennio RSPP mi va dal dic. 2011 al dic 2016 (invece di usufruire dell'esonero post laurea, mi sono rifatta i moduli B).

 
Valendo la famosa reciprocità, aggiornando RSPP entro dic. prossimo, mi colmerei anche le 12 mancanti per coord. fino al 2018 (ma immagino che non metterei in stand-by le 28 non usufruite per il quinquennio successivo, ma non è questo il punto). 

Ma secondo voi varrebbe anche il contrario?
Cioè, io posso prendere le 28 h di coord. e utilizzarle come aggiornamento parziale per RSPP, dovendo quindi fare 12 ore mancanti entro dicembre prossimo?
Nei casi in cui i due quinquenni non coincidono, ci sarà sempre questa "discrepanza", immagino....


Comunque, tutto questo per dire che, secondo me, 'sta storia che l'aggiornamento per coord. vale anche per RSPP (e viceversa) mi pare un po' una forzatura. Cioè va bene per noi, che non abbiamo più tutte quelle ore se uno doveva aggiornare moduli in entrambi i gruppi, ma per come sono fatti i corsi di aggiornamento, per regola minimo dovevano dire che, per valere la reciprocità, metà dovevano essere più spiccatamente tit.IV e metà art.26.....no?


A questo punto bastava che scrivevano che gli abilitati sia a coord sia ad RSPP dovevano fare un unico aggiornamento, stabilendo il nuovo quinquennio. Aveva più senso, sencondo me.


Scusate la lungaggine del post e grazie a chi vorrà condividere il suo pensiero!

martedì 20 settembre 2016

MA E' UN'EPIDEMIA!

Non sono esperta di medicina, ma qualcosa ci sarà per curarvi…
EDS


Il pezzo che vi esorto di andare a leggere si conclude con queste parole:

"Ed è su questa amara conclusione che qui cessa la mia attività. Per chi ha avuto la pazienza di leggere questo lungo post di congedo, per chi da anni segue questo blog che in forma gratuita, indipendente, senza pubblicità, ha voluto mettere a disposizione di tutti: materiale, opinioni, approfondimenti (lavoro che avrebbe dovuto essere svolto dalle associazioni di medicina del lavoro)……..per chi ha avuto la pazienza di arrivare fino a qui, volevo annunciarvi che questo è il mio ultimo post.
Qui si ferma il blog e qui mi fermo io come professionista per le ragioni che vi ho illustrato sopra, perchè non voglio trasformarmi in uno zombie che si alza la mattina con l’idea di andare a fare qualche cosa di inutile, aspettando il venerdì, le vacanze, la pensione.
Lascerò il blog attivo ma non più aggiornato fino a quando mi renderò conto che sarà obsoleto e quindi non più utile agli utenti e quindi lo farò decadere."


Per leggere il pezzo vai su

lunedì 19 settembre 2016

I NIPOTINI DI SACCONI!

L'amico HDA mi ha fatto pervenire copia del documento che pubblico per intero.
E nemmeno si vergognano.
Franco





domenica 18 settembre 2016

IO HO DETTO LA MIA. ORA TOCCA A VOI DIRE LA VOSTRA!

Questo è lo spazio che Muglia La Furia ha decidere di mettere a disposizione di chi ha voglia di scrivere, commentare dire la propria sul tema di cui il blog si è sempre occupato. 
Lo si deve fare  rispettando alcune regole come la brevità, un linguaggio adeguato e altre regole che via via magari ci daremo. 

Vediamo come va. Per ora direi di partire con l'inserimento di commenti ai quali si potrà replicare. Poi magari, alcuni post, potrei riprenderli e dedicargli uno spazio autonomo. Ma vediamo dai. 
Forza, tocca a voi. Franco

MUGLIA LA FURIA VA IN PENSIONE! MA ESPEHANN È FINITO IN GALERA?



Ebbene si. Da oggi smetterò di scrivere sul BLOG di “Muglia La Furia”.  
Non chiuderò però il blog su cui aprirò una pagina intitolata “DITE LA VOSTRA CHE IO LA MIA l’HO GIA’ DETTA” a disposizione di tutti coloro i quali avranno voglia di inserire delle cose, naturalmente in argomento e con modi appropriati.Dopo 5 anni di attività, 300 post, oltre 150 mila visualizzazioni (più di 50 mila solo in questo 2016) e 120 follower ho deciso di smettere di scrivere.  

Perché smettere?
Perché c’è un tempo per tutto, anche per lasciare, quando ci si sente inadeguati, convinti che il proprio compito (quello che ci siamo dati) si sia concluso in un senso o nell’altro. 
Un po’ come accade con le associazioni di volontariato nel cui statuto va specificato che l’associazione si chiude quando l’obiettivo è raggiunto, oppure per l’impossibilità di raggiungerlo.

Ecco è un po’ questa la sensazione percepita: l’impossibilità di determinare un reale cambiamento della situazione. 
Nessuna intenzione di accodarmi a missionari, ambasciatori o evangelisti della sicurezza sul lavoro. Men che meno "reporter" (davvero non sanno più a cosa aggrapparsi per cercare consenso) e quindi no anche ad associazioni, vecchie e nuove, organismi paritetici, enti bilaterali e tutte quelle aggregazioni (mi stava per uscire bande) che dalla creazione di un mercato della sicurezza sul lavoro hanno trovato l’unica giustificazione per la loro esistenza.

Continuerò a sostenere le campagne di chi proseguirà nella sua battaglia per la sicurezza nei luoghi di lavoro. E nemmeno smetterò di scrivere, sono un giornalista, e continuerò ad esserlo anche in futuro.

Un po’ di storia

La sicurezza sul lavoro per me è stata quasi una necessità. Insegnante di materie professionali per edili  mi sono sentito “costretto” dalla cronaca, a parlare di salute e sicurezza con i giovani apprendisti ai quali avrei dovuto insegnare tecnologia e disegno.

Poi negli anni ’80, grazie all’esperienza nel sindacato degli edili  (allora unitario) è arrivato il contatto ed il confronto con i problemi e gli uomini del settore, i minatori, i più esposti tra i lavoratori delle costruzioni. 

E risale a quegli anni l’esperienza europea nella prima fase di emanazione delle direttive europee, la fondazione dell’associazione RISIKO NULL e quella del Comitato Paritetico Edile di Bolzano. 

Le manifestazioni con Fiera Bolzano a partire dal “Cantiere modello”  per la costruzione della nuova Fiera o quello della “Cittadella della Sicurezza” nel costruendo quartiere bolzanino “Firmian”. E non posso certo dimenticare gli oltre 20 anni di attività del CIRCOLO DI SARNES che qualcuno sta provando a riaprire e di cui si trova traccia anche su Facebook. (https://www.facebook.com/groups/999563080130334/?fref=ts)

Nel primi anni ’90, al mio rientro nell’amministrazione provinciale, mi venne stato affidato il compito di istituire il "Servizio per la formazione alla sicurezza sul lavoro" presso la Formazione Professionale italiana e, da allora, con qualche anno di anticipo su quanto si sarebbe realizzato ovunque, è stato tutto un fiorire di attività per la formazione di Esperti della sicurezza, RSPP e ASPP, Coordinatori della sicurezza, datori di lavoro, lavoratori, RLS ecc. 

Dopo di allora, il trasferimento in Assessorato, e quindi il lavoro nella Conferenza Stato Regioni per la stesura dell’accordo per la formazione degli RSPP, i lavori in quota e nel gruppo per la stesura del Titolo I del D.Lgs. 81/2008.

Infine la pensione con la prosecuzione di un’attività di consulenza e formazione per conto di committenti pubblici e privati e, soprattutto, quella di blogger che oggi si conclude.

Lo faccio in un momento che nel mio ultimo post ho definito di “Calma piatta”. Il dibattito, anche sui social, ripropone spesso quesiti vecchi e stravecchi. E’ di pochi giorni fa su Linkedin: “ma il coordinatore della progettazione può essere anche coordinatore in fase di esecuzione?” E di questa domanda su FB che ne pensate? Corsi antincendio…. “qualcuno mi può spiegare quali requisiti deve avere il docente, se è necessario l'interpello agli organismi paritetici e se ci deve essere l'ente accreditato?”. Stiamo perdendo il nostro tempo a discutere di cose che datano almeno 2 decenni.  
Sempre sui social troverete poi la delusione e frustrazione di moltissimi giovani tecnici della prevenzione, alcuni dei quali mettono in mostra sulla rete tutta la loro incompetenza, arroganza e presunzione. 
Tutti così? Ma neanche per idea, in questi anni ho avuto modo di conoscere persone di grande competenza e levatura morale. In loro spero.

Ma in ogni caso guardate cosa stanno promuovendo le società e le associazioni o cosa stanno denunciando aziende e privati rispetto alle attività proposte da consulenti o organismi bilaterali. Niente di nuovo o, se preferite, la solita "fuffa". Ambiente – Lavoro del prossimo mese a Bologna metterà ancor più in risalto che ormai l’unico mercato legato alla sicurezza sul lavoro è quello della formazione. Poi per il resto calma piatta, appunto.

E per favore smettiamola di perdere tempo con il disegno di legge Sacconi, che da qui ad essere discusso in Parlamento ce ne passa e che ci metterebbe semplicemente fuori dall’Europa.

Società serie, professionisti seri, associazioni serie, ce ne sono. E sono loro che dovranno nei prossimi anni proseguire la loro attività, a sostegno dei loro clienti, con competenza, serietà ed onestà. Molti saranno quelli che seguiranno questa strada e allora la calma piatta potrà essere intesa come la normalità. Temo però che i poco seri o i disonesti continueranno nella loro sporca attività. Ma non è Muglia La Furia, ma il mercato che può e deve espellerli.

Certo la vigilanza, le regioni, il Ministero e la Commissione degli interpelli (cosiddetta Cassazione due), la giurisprudenza, tutti dovranno tenere un profilo basso e pensare…. 

Riflettere su come migliorare legislazione, organizzazione, gestione della prevenzione.

E’ prevista una revisione della direttiva “quadro”, la 391 del 1989.  Si, proprio quella del clamoroso “pesce d’aprile” nel quale sono caduti davvero in tanti (vedi http://muglialafuria.blogspot.it/2016/04/nuova-direttiva-comunitaria-per-la.html). 

Questo potrebbe essere un grande momento culturale per rivedere il profilo della prevenzione in una Europa profondamente cambiata soprattutto nei suoi ideali. 
Ma a questo compito è giusto che siano chiamati “altri” e non i soliti noti, quelli che hanno già dimostrato la totale incapacità a gestire passato e presente.


Per finire in gloria vorrei lasciarvi con una domanda.

Visto il mandato di arresto europeo con il quale l'Italia ha chiesto alla Germania di rendere esecutiva la pena (come previsto dagli accordi tra i due Paesi) l’ex AD Harald Espenhahn,  condannato con sentenza definitiva a nove anni e otto mesi per la morte dei 7 operai della ThyssenKrupp , è finito in carcere, come gli imputati italiani o no?  
Da metà maggio non se ne sa più nulla. Cerchiamo di fare in modo che non finisca nel dimenticatoio. 

Grazie a tutti coloro i quali mi hanno seguito in questi anni, sostenuto, criticato e suggerito temi e problemi. Davvero un grosso augurio per tutto.


Franco (già Muglia La Furia)


A scanso di equivoci, io sono quello nella foto di destra. 

giovedì 1 settembre 2016

CALMA PIATTA



Rientrati dalle ferie, direi che definizione che meglio si addice all’attuale situazione, con riferimento alla sicurezza  sul lavoro, sia quella di “CALMA PIATTA”.

Davvero un deserto per quanto a iniziative e temi in discussione. 

Vediamone un paio.

L’Accordo di Conferenza Stato Regioni sulla formazione RSPP (e non solo). Seminari, videoconferenze ecc. (naturalmente con i crediti formativi, altrimenti cosa mi aggiorno a fare) per far conoscere un testo che basterebbe darci un’occhiata per trovare risposta ad alcune domande più che legittime.  
E le domande le ritrovi sui “social” (ahinoi anche le risposte) formulate da chi l’accordo manco se l’è letto.

E le domande sono del tipo: “Sono RSPP abilitato per il macrosettore B 3. Alla luce del nuovo Accordo devo:
1.       Rifare il modulo generale?
2.       Frequentare quello specialistico?
3.       Frequentarli entrambi?
4.       Sono a posto così?”

Ecco bravo, l’ultima che hai detto e potevi risponderti anche da solo, bastava leggere l’Accordo, ma ormai di passare per un  “WEB-EBETE” interessa poco anche se la tua idiozia resterà in eterno nella rete.

Sul Disegno di legge Sacconi per la revisione (semplificazione) del Testo unico, la discussione è addirittura paradossale. Si discute molto e sul “niente”. Si tratta di una proposta di legge che difficilmente arriverà alla discussione in Commissione legislativa, figuriamoci in Aula. Ormai in Italia si va avanti per Decreti legge di iniziativa governativa, o per Decreti legislativi, predisposti dal Governo sulla base di una delega del Parlamento. E allora di che cosa stiamo parlando…

I coordinatori della sicurezza, nei forum loro riservati, a quasi 25 anni dal recepimento della direttiva cantieri (e per i più giovani ormai 8 dal T.U.), continuano a contorcersi su temi già affrontati e risolti, non tanto e non solo sulla base di quanto la legge dice,  ma sulla base di principi giuridici che chi si occupa di prevenzione dovrebbe conoscere.
UN ESEMPIO? QUESTA LA DOMANDA!
AF  - Scusate vorrei una piccola informazione tecnica....su un cantiere dove opera solo un (l’apostrofo gliel’ho messo io) impresa cantiere inferiore a 200 uomini giorno (ristrutturazione di un tetto) il committente in caso di infortunio o nel caso l’ impresa (anche qui l’apostrofo lo metto io che a AF gli manca il tasto) lavora male (ponteggio montato erroneamente) è sempre responsabile?? (con due punti di domanda, anche se la domanda è una sola, probabilmente per valorizzarla).

ED ECCO LE RISPOSTE!

DR - Il committente lo è sempre a prescindere da tutto

MG - Bella inculata!! Ahaha gli conviene farselo sa solo

AD - No

FP - A meno che non nomini un Responsabile dei Lavori

FB - Chiesto pos ed accertati i requisiti professionali , ritengo che il proprietario abbia adempiuto alla legge, ritengo comunque che risponda di colpa in vigilando

NB - Il committente e\o responsabile dei lavori sono sempre responsabili. Il secondo per quanto attiene la sua delega

AD - Se il ponteggio é fuori schema ne é responsabile il committente?

DF - Si, il committente ha l'obbligo di controllo e pertanto è sempre responsabile, anche quando nomina il Coordinatore...

AD - Quindi in caso di controlli e ponteggio fuori schema...sanzione al committente? Giusto?

SZ - Ma per favore...!

AD - Per favore cosa? Comuqnue Stefano, la mia risposta è quella che ho dato all'inizio "no", queste son domande "retoriche" :P

SZ -  Alessandro leggi dopo D'A

AD - Già letto e mi pare che dica anch'egli no :)

SZ -  Certo che no

NB - Si esiste una sentenza della cassazione che ritiene il committente comunque sempre responsabile

AD -  Quindi non c'é un art. che lo renda sanzionabile, giusto?

GL - Si torna al discorso che abbiamo fatto qualche settimana fa sul coinvolgimento del committente nell'ambito sicurezza. Di fatto le uniche sanzioni a carico del committente o del responsabile dei lavori se nominato sono quelle riportata nell'articolo 157 del testo unico.

PN - Ma se non siamo nemmeno nell'ambito del titolo IV come fate a ritenere responsabile il committente signora Maria ottantacinquenne? assolutamente NO nessuna responsabilità - addirittura si parla di culpa in vigilando - se proprio vogliamo essere fiscalissimi di può parlare di culpa in eligendo se ha chiamato un gruppo di profughi siriani per il montaggio.
A qualcuno che, nel caso specifico, ritiene responsabile il committente, chiedo di darmi un suggerimento circa il reato che devo contestare allo stesso in caso di montaggio non corretto del ponteggio (quale articolo è stato violato?)

DR - Nessuno finché non ci sale un operaio e cade

AD -  E dopo che cade?    

DR - dopo che cade dovrà aver effettuato tutte le disposizioni previste di legge, che non sono certo il controllo diretto, ma la verifica delle imprese come previsto per legge....... Comunque moralmente lo ritengo responsabile, ma tanto in italia non esiste più la moralità giusto?! Quindi sticazzi se muore qualcuno non è colpa mia io i pezzi di carta lo ho controllati, giusto?!

AD -  Quello sulla morale è un ragionamento che non c'entra davvero nulla con la domanda fatta. 
Non è che in assenza di infortunio il committente non ha responsabilità, mentre se accade ne ha...

GL - NB potrebbe riportare la sentenza in modo da poter vedere cosa è stato imputato al committente?

CA -  Si. Sempre.

SZ -  Ma per piacere...!

CA - Il committente è sempre responsabile!

E QUI POTREMMO RICOMINCIARE!

Organismi paritetici/Enti bilaterali

La loro credibilità e legittimità sono sempre più spesso messe in discussione non tanto dalla legge, quanto dai loro comportamenti. Non si tratta solo del fatto che la richiesta di mancata collaborazione non sia sanzionabile, quanto per l’arroganza che dimostrano nel rapporto con aziende e lavoratori. Un esempio è quello che vi propongo oggi e che riguarda un Ente Bilaterale di recente costituzione e cha ha immediatamente ricevuto il “placet” da parte dell’Assessorato al lavoro della provincia di Bolzano… “ un modello da seguire” (o meglio da perseguire…. penalmente).

Due le cose che vi voglio far notare. La prima è che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza oltre che essere eletto o designato, nel nostro caso è stato “nominato d’ufficio”. Vero che si tratta di un RLST, vero anche però che l’azienda in questione non ha mai aderito all’Ente bilaterale in questione e men che meno ha chiesto di poter contare su un RSLT.

La cosa che però mi ha fatto scompisciare dalle risate è riportata nella frase finale della comunicazione, laddove si dice che “può essere richiesta la presenza di un rappresentante delle parti datoriali”.  Ma per fare cosa? Forse per bilanciare, in termini di rapporti di forza, la presenza di un rappresentante dei lavoratori nominato d’ufficio da parte di un ente completamente sotto il controllo politico e organizzativo di un’associazione imprenditoriale ed in cui il sindacato, quello dei lavoratori intendo, serve solo per dare una parvenza di legittimità alla baracca?


 Il terremoto
Una piccola riflessione la voglio fare anch’io da laico e non credente, rispetto alle parole dette dal Vescovo durante la celebrazione dei funerali che imputava la colpa delle morti non già al terremoto ma agli uomini. Penso anch’io che la tragedia non sia imputabile né alla mano del signore e nemmeno al destino cinico e baro.

Se i terremoti non si possono prevedere si può provare a limitare i danni. E qui si che c’entra la mano dell’uomo nella progettazione e realizzazione di opere che rispettino la natura del territorio e le sue caratteristiche. Comprese quelle sismiche. E’ quella che noi chiamiamo prevenzione… se poi però ci si infila la delinquenza e il malaffare, diventa dura.


Muglia La Furia